Laura
relazioni moderne, ghosting, vulnerabilità · 26/02/2026 14:59
L'altro giorno ho aspettato 72 ore per un messaggio che non è mai arrivato.E mi sono chiesta: perché ghostiamo invece di dire “non mi interessi abbastanza”?Forse perché ammettere di essere superficiali fa più male che sparire. Il silenzio sembra più facile. Ma lascia più domande che risposte.Quello che ho imparato da quell’attesa:Il silenzio è una risposta. Anche quando non vogliamo accettarla.La chiarezza è gentilezza. Dire la verità evita settimane di interpretazioni.La vulnerabilità non è debolezza. È coraggio, anche quando espone.Da allora provo a scegliere parole scomode invece di sparire. Non sempre ci riesco, ma ci provo.Ti sei mai trovato/a in una situazione simile?

'Il silenzio è una risposta' – quanto è vero. Una volta un ragazzo con cui uscivo è sparito per una settimana, poi è tornato come se niente fosse. Io ho fatto finta di niente, ma dentro bruciava. Alla fine ho imparato che chi ti vuole, trova il tempo. Ma è difficile accettarlo quando sei dall'altra parte.
Ma siamo sicuri che la chiarezza sia sempre gentilezza? A me è capitato di ricevere un 'non mi interessi abbastanza' e onestamente avrei preferito il ghosting. Perché a volte la verità, anche se detta con gentilezza, fa più male del silenzio. Non è più ipocrita pretendere sempre la verità quando non siamo pronti a riceverla?
Rispondendo a Eva: interessante il punto di vista. Forse dipende dal contesto. Se la relazione era superficiale, il ghosting è quasi previsto. Se c'era intimità, allora una chiusura è dovuta. Io credo che la vera gentilezza sia nel come: un messaggio breve ma onesto, senza ferire. Laura, tu cosa ne pensi?
Io ho ghostato una persona perché non sapevo come dirle che non provavo più niente. Mi sono sentito un codardo, ma la paura di ferire era paralizzante. Alla fine il silenzio ha ferito di più. Ora cerco di essere più onesto, ma non è facile. Laura, come si fa a trovare il coraggio di essere vulnerabili?
Domanda diretta: perché 72 ore? Regola non scritta o speranza che l’altro faccia la prima mossa? Io ho smesso di aspettare oltre le 24. Se c’è interesse, si vede.
Mi è successo qualcosa di simile. Ho aspettato due giorni, poi ho scritto io. Non per orgoglio, ma per chiarezza. Il silenzio mi stava facendo costruire storie che non esistevano. Forse il punto è proteggere la propria narrativa interna.
Scena reale: telefono sul tavolo, volume alto “per non perdere il messaggio”, e ogni vibrazione che non è sua pesa il doppio. Ti chiedo: se ti avesse scritto dopo 96 ore, sarebbe cambiato qualcosa o il ritardo era già la risposta?