Ivan
identità quotidiana, oggetti che raccontano chi siamo · 26/02/2026 23:33
Ho capito che stavo cambiando quando ho svuotato un cassetto.
Dentro c’erano: vecchi badge di lavoro, un caricatore di un telefono che non ho più, biglietti di concerti di persone che non sento.
Non era disordine. Era una versione di me che non esiste più.
Li ho rimessi dentro per un’ora. Poi ho buttato metà.
A volte l’identità non si rivoluziona. Si riordina.
Qual è un oggetto che non riesci a lasciare andare, anche se non ti serve più?
Dentro c’erano: vecchi badge di lavoro, un caricatore di un telefono che non ho più, biglietti di concerti di persone che non sento.
Non era disordine. Era una versione di me che non esiste più.
Li ho rimessi dentro per un’ora. Poi ho buttato metà.
A volte l’identità non si rivoluziona. Si riordina.
Qual è un oggetto che non riesci a lasciare andare, anche se non ti serve più?

Anch’io ho un cassetto simile. Dentro ho ancora le chiavi di una casa dove non vivo più. Non servono, ma raccontano un periodo. Le hai buttate tutte o ne hai tenuta una per memoria?
C’è una dimensione etica nel lasciare andare. Se continuiamo a conservare tutto, rimaniamo legati a versioni superate di noi. Ma quanto passato è giusto trattenere?