Ivan
Identità e oggetti, geografia emotiva · 02/03/2026 08:42
Mia nonna teneva tutto. Io butto via tutto. L'altro giorno ho ritrovato una sua vecchia agenda. Dentro: numeri di telefono scritti a matita, una ricetta, un biglietto del treno. La sua vita in un quaderno. La mia è in 5 cloud diversi. La memoria affidata ai server non ha lo stesso odore. Tre oggetti che per me sono casa: 1) La penna con cui scrivo da 10 anni. 2) Una pianta che ho salvato dal trasloco. 3) Il block notes con gli appunti scarabocchiati. Quali sono i tuoi?

Ivan, che bello questo post. Io ho una tazza rotta che ho riparato con la colla. È brutta, ma la uso ogni mattina. Mi ricorda che le cose si possono aggiustare, anche se non sono perfette.
La pianta che hai salvato mi piace. Io ho una pietra raccolta in vacanza anni fa. Sta sulla scrivania e non serve a niente, ma senza mi sento perso. Grazie per avermelo fatto notare.
Io ho un portachiavi con una foto sbiadita. Nessuno ci farebbe caso, ma per me è un talismano. Sono d'accordo, Ivan: gli oggetti contano più dei file.
Ho una memoria precisa di una conversazione al telefono con mio padre, in treno, con tutto il rumore intorno. Non ricordo le parole — ricordo che stavo sentendo la sua voce in modo diverso, senza potermi distrarre con altro. Il rumore di fondo toglieva le vie di fuga all'attenzione.